Stella Young e l’inspiration porn

L’espressione inspirtation porn è stata coniata dall’attivista australiana Stella Young per denunciare la pessima abitudine di guardare alla disabilità come a un paragone che serva di “consolazione”,

Stella usava il termine pornografia di proposito, indicando l’atteggiamento con cui si riduce una intera categoria a semplice oggetto a beneficio di un’altra; insomma si usano le persone disabili per dare una spinta motivazione e consolatoria a chi disabile non è.

Così nascono immagini e vignette con frasi ad effetto affinché si possano guardare e pensare: “Beh, per quanto difficile sia la mia vita potrebbe essere peggio. Potrei essere io quella persona” (parole di Stella in persona)

Stella Young è una dei protagonisti delle 52 storie del libro “STORIE COCCIUTE – chi ha detto che n on era possibile?” che puoi ordinare in libreria oppure ordinare qui https://deimerangoli.it/shop/storie-cocciute/

Purtroppo, a 11 anni dalla scompasa di Stella, l’insana abitudine prosegue. Anzi, è peggiorata

“Mi fate gli auguri”: inspiration porn + AI

Le immagini pietistiche create con l’AI sulla disabilità hanno davvero stancato.

Personalmente non contesto l’utilizzo dell’intelligenza artificiale: è un nuovo strumento e ha i suoi lati positivi. Quello che ormai davvero infastidisce è la continua diffusione di foto in cui alle persone vengono aggiunte disabilità fisiche, da arti mancanti a visi deformi. Oltretutto a volte scadendo nel grottesco.

L’unico scopo che hanno queste immagini è smuovere la più inutile delle forme di pietismo. Non basta nemmeno più usare l’immagine di chi è “sfortunato” come paragone motivazionale, ma indurre la pietà con frasi ridicole del tipo “nessuno mi lascia un cuore perché dicono che sono brutto” oppure “oggi è il mio compleanno ma nessuno mi fa gli auguri”.

Non so come possa qualcuno credere che questi post siano veri, ma sorvoliamo al momento su questo. Fingendo che quella persona sia reale, a che serve scrivere “auguri” o “buona fortuna”? A che pro?

Probabimente fa sentire bene con se stessi, migliori degli altri. “Vedi, io accetto anche chi è diverso e faccio gli auguri al bimbo che ha un braccio solo”.

E’ quasi meglio un insulto sincero che questo genere di falsa compassione.

Perché l’utilizzo dell’immagine della disabilità in questo modo è davvero deleteria. A parer mio, forse è più gravi dei commenti “cattivi” sotto chi mostra la propria disabilità. Perché là combatti contro l’ignoranza e magari la cattiveria, però almeno c’è qualcosa contro cui combattere.

Contro la stupidità invece si è perso in partenza. Negli ultimi tempi ho visto foto talmente estremizzate che ho cominciato a segnalare i vari post.

Non so a cosa possa servire, dato che indifferenza e alternative positive sono per me le migliori risposte quando qualcosa non va bene. Ma il fastidio ha superato la razionalità e in qualche modo ho dovuto agire.


Elisa Bortolini

Giornalista professionista dal 2012 e scrittrice. Ho fondato il marchio editoriale Storiecocciute nel 2021, cominciando a raccogliere biografie di persone note e comuni con disabilità che avevano un elemento in comune: sono riusciti a superare le basse aspettative della società realizzando quello che gli altri ritenevano fosse impossibile.

Stella Young è uno dei protagonisti di “STORIE COCCIUTE – chi ha detto che non era possibile?”, raccolta di 52 biografie che raccontano come superare i limit imposti dalla società.
Puoi ordinarlo in libreria oppure lo trovi qui https://deimerangoli.it/shop/storie-cocciute/