Francesca e la fatica per spostare il dizionario

Francesca frequenta il liceo linguistico: studia inglese, francese e tedesco, ma fra le discipline c’è anche il latino. Non è la sua materia preferita, in effetti, però non se la cava male. Eppure i compiti in classe che richiedono la traduzione di un testo dal latino all’italiano diventano, per Francesca, una vera sfida.

Il problema non sono le coniugazione né la consecutio temporum, bensì il vocabolario. Francesca ha la Sma, una patologia neuromuscolare caratterizzata da una atrofia muscolare; in poche parole, ha una scarsa forza fisica. E per sollevare un vocabolario, di forza ce ne vuole parecchia, considerando che può pesare anche 3 chili.

Passare un’ora e mezza a spostare e sfogliare un tale tomo per Francesca è letteralmente uno sforzo fisico, che le porta via energia mentale per completare la versione, nonché un sacco di tempo. Così non riesce a completare il compito, oppure consegna in ritardo e male; alla fine i suoi voti sono scarsi, ma rispecchiano ben poco del suo impegno nello studio e delle sue conoscenza.

Alla classe di Francesca è stata assegnata una insegnante di sostegno, data la presenza di un alunno con disabilità, ma non sempre è presente quando ci sono le verifiche. Inoltre ha altri ruoli: il compito principale è quello di promuovere l’inclusione fra tutti gli studenti, aiutando gli alunni con disabilità a superare le proprie difficoltà, anche da un punto di vista didattico.

A Francesca sarebbe più utile avere una educatrice, o comunque una figura assistenziale che la aiuti negli spostamenti e nelle azioni quotidiane che lei fatica a compiere a livello fisico. Nel frattempo, le resta il compito di lottare da sola contro il peso del dizionario.

Le figure assistenziali

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Quando in una classe è presente un alunno con disabilità, è quasi automatico richiedere un insegnante di sostegno. In effetti questa figura ricopre un ruolo importantissimo per l’inclusione, dato che ha il compito di aiutare il gruppo classe a trovare un buon equilibrio fra tutti i suoi componenti. Infatti non si tratta di una assegnazione a persona, ma all’intera classe, quindi è l’insegnante di tutti gli alunni.

Ovviamente, è comunque chiamato a modulare la propria presenza e il proprio lavoro a partire dalle necessità specifiche dell’alunno con disabilità, la cui presenza è l’unico motivi per cui il docente è stato assegnato a quella classe. L’aiuto che offre è principalmente di tipo didattico, come supporto alle lezioni e allo studio.

Ci sono però altre figure che si occupano della assistenza e del sostegno agli studenti disabili, in modo differente e specificatamente assegnati alla persona dell’alunno. L’educatore per esempio ricopre un ruolo che sarebbe molto utile a Francesca: aiutarla spostare il dizionario, prendere i libri dallo zaino, spostarsi nell’aula durante la ricreazione.Queste figure esistono, semplicemente talvolta non si sa quale sia la richiesta migliore da fare o come ottenerla. La definizione della tipologia di assistenza necessaria, e il relativo numero di ore, dovrebbero essere decisi e definiti in sede di Pei.