Luigi Fantinelli ha 19 anni e si è diplomato all’Istituto Alberghiero. Gli piace l’idea di lavorare nel turismo, ma negli anni ha maturato anche un altro interesse: quello verso l’educazione. Così non si ferma qui, e decide di iscriversi all’università, alla Facoltà di Scienze dell’Educazione. Luigi è di Faenza, così per gli studi si trasferisce a Bologna. E’ uno studente fuori sede insomma; vive con i coetanei, fa la spesa, cucina e lava i piatti, va alle feste con gli amici.
Non abita però in un alloggio studentesco classico, ma in un appartamento gestito dall’associazione Vai, verso una Vita Autonoma e Indipendente. Luigi ha la sindrome di Down, e quindi per lui imparare a vivere da solo diventa una sfida ancora più grande; con la corretta assistenza però Luigi e i suoi coinquilini vincono la sfida di divenire indipendenti.
Ma Luigi, alle sfide, è abituato; ad affrontarle e a vincerle. E’ così che ha ottenuto un primato europeo, senza neppure cercarlo: è stato il primo studente con la sindrome di Down a partecipare al progetto Erasmus in tutta l’Unione Europea. In oltre 20 anni di esistenza del progetto Socrates – Erasmus, inaugurato nel 1987, nessuno studente con deficit intellettivo vi aveva mai partecipato. Fino alla partenza di Luigi.
E’ stato il professore di Pedagogia speciale, la materia che si occupa di inclusione scolastica, a suggerirgli questa possibilità. Luigi ha un buon rapporto con il docente, dato che è interessato alla materia: vuole diventare Educatore dei servizi per l’infanzia, con una specializzazione per gli alunni con disabilità. Il professore conosce una collega che insegna nella città di Murcia, nel sud della Spagna; potrebbe essere una grande occasione per Luigi. A lui l’idea piace, e il progetto viene presentato e accettato.
Così nel 2009, a 21 anni, Luigi fa le valigie ed parte. Dieci mesi lontano dalla famiglia, dagli amici, dalla sua ragazza, studiando e parlando in una lingua diversa dalla sua. Una lingua che neppure conosceva. “Però ci ho messo poco a impararla, mi è bastata seguire le lezioni di Pedagogia”.
Luigi non deve imparare solo lo spagnolo: deve sapere come gestirsi. Anche in Spagna ha delle figure assistenziali che lo seguono, ma a sua vita è nelle due mani.
Però all’estero non è del tutto solo. Lo segue Susana Pilgrim, regista di origine argentina; Susana riprende la vita di Luigi, i suoi compagni, la vita in università. In fondo, la sua avventura ha fatto la storia. Nel 2013 tuutto il materiale diventa un documentario dal titolo “Ci provo”, che racconta l’esperienza di Luigi. Sottotitolato in 7 lingue, il documentario partecipa a diversi festival in tutto il mondo.
Dopo quasi un anno Luigi torna a casa, ma è pronto a disfare e rifare nuovamente i bagagli. Destinazione Bologna. Il suo obiettivo è sempre lo stesso, laurearsi e divenire educatore.



